La guerra è l’unico pensiero che ci domina tutti. Bambine, bambini, adolescenti nella Grande guerra

Utilizzando fonte diaristiche, articoli, saggi e pubblicistica dell’epoca, Patrizia Gabrielli traccia la portata che la propaganda (collegando la retorica patriottica del Risorgimento alla retorica della 1° guerra mondiale intesa come campagna di civilizzazione) ebbe sulla percezione che bambine, bambini e adolescenti ebbero degli anni di guerra. Di come contribuì a definire nettamente generi e ruoli e di come in qualche modo preparò l’avvento del fascismo. Le voci sono soprattutto quelle dei ceti benestanti – i ceti più umili che furono i più colpiti dalle conseguenze della guerra furono anche quelli che si espressero di meno – ma non per questo il lavoro di Gabrielli è meno esaustivo e interessante. Colpisce qua e là l’emergere di una diversa consapevolezza, di un modo di percepire la guerra in maniera diversa, non guerra santa e giusta quindi ma avventura catastrofica e orrenda.

 

L’autore

Patrizia Gabrielli è docente di Storia contemporanea presso l’Università di Siena (sede di Arezzo), fa parte del Collegio del Dottorato di Studi Storici, Letterari e di Genere (Roma “La Sapienza”). Collabora con l’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano e fa parte della Giuria del Premio Pieve. È direttrice della rivista «Storia e Problemi Contemporanei», collabora con varie riviste in Italia e all’estero. Tra le sue pubblicazioni: Scenari di guerra, parole di donne. Diari e memorie nell’Italia della seconda guerra mondiale, il Mulino, 2007“””•; Anni di novità e di grandi cose. Il boom economico fra tradizione e cambiamento, il Mulino, 2011“”——; Il primo voto: elettrici ed elette, Castelvecchi, 2016“”—˜.

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