Les premières
interprétations
Le prime interpretazioni
I
questionari
Il questionario - vale a dire la serie di richieste
da sottoporre a ogni informatore nel corso di un'inchiesta
linguistica - è indubbiamente la più usuale delle
tecniche di elicitazione dei dati, strumento preziosissimo
e difficilmente sostituibile di ogni ricerca condotta
in ambito linguistico. Naturalmente, presenta caratteristiche
diverse in relazione alle diverse funzioni e finalità;
ecco perché risulta utile, se non addirittura indispensabile,
dedicare alcune righe alla sua descrizione. La ricerca
è stata condotta ricorrendo a un questionario stampato,
appositamente elaborato per adattarsi alle realtà
locali, che comprende poco più di un centinaio di
domande, prevalentemente a struttura chiusa (multiple
choice), e che prevede un tempo di compilazione
di circa 20-25 minuti. Le domande, bilanciate e
concepite in modo da permettere più di una verifica
della coerenza interna delle risposte, si rivolgono
principalmente al livello soggettivo dell'esperienza
linguistica da parte del parlante: si tratta, infatti,
di un questionario di tipo autovalutativo. Esso
permette di superare i limiti imposti dall'oggettività
"assoluta" (sappiamo bene che per il ricercatore
è di fatto impossibile verificare la realtà delle
risposte date da ogni informatore, e, d'altra parte,
per l'informatore stesso può risultare problematica
una descrizione oggettiva del suo comportamento
linguistico), riuscendo a ottenere risposte "vere"
non certo sulla realtà effettiva, ma sui giudizi
e gli atteggiamenti che caratterizzano ogni comunità
linguistica (in altre parole, le persone descrivono
non tanto ciò che fanno, ma piuttosto ciò che ritengono
di fare, ovvero credono che bisognerebbe fare nelle
situazioni linguistiche proposte). Il questionario,
elaborato da ricercatori del Centro di Studi Linguistici
per l'Europa e dell'Università degli studi di Trento,
in collaborazione con la Fondation Émile Chanoux,
è redatto in 2 lingue (italiano e francese, entrambe
lingue ufficiali della Regione), la cui scelta da
parte dell'informatore è assolutamente libera, fornendo
così al ricercatore un'utile ulteriore informazione
in merito alla lingua effettivamente usata sul territorio.
Data la particolare ricchezza linguistica della
Valle d'Aosta, regione minoritaria dal punto di
vista linguistico che conosce sul suo territorio
una zona alloglotta germanofona, si è deciso di
approntare un'ulteriore versione del questionario
- naturalmente sia in italiano che in francese -
che permettesse di valutare in modo approfondito
l'utilizzazione del tisch/töischu nelle comunità
walser della valle del Lys (segnatamente a Issime,
Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La Trinité, comuni
in cui è stato distribuito un questionario implementato
con domande relative all'utilizzo delle varietà
germanofone locali). Il questionario, che è stato
distribuito di fatto a più di 7500 valdostani, presenta
una struttura complessa, che non può essere descritta
in modo esauriente in questa breve introduzione.
Ci limiteremo pertanto a illustrare le 3 macro-sezioni
di cui si compone. La prima - la più breve, limitandosi
a una sola pagina - si propone di raccogliere dati
relativi alle caratteristiche socio-demografiche
dell'intervistato: età, luogo di nascita, titolo
di studio, ecc. La seconda parte si apre con l'unica
domanda aperta dell'intero questionario: " qual
è la sua lingua materna? ", inserita, "a sorpresa",
a conclusione della prima pagina. Ad essa segue
un numero considerevole di domande volte a indagare
in particolar modo le conoscenze e le scelte linguistiche
dell'informatore, nonché a verificare, naturalmente
attraverso il filtro dell'autovalutazione, il condizionamento
esercitato da fattori situazionali e contestuali
sulla selezione del codice utilizzato. La parte
finale del questionario si propone di approfondire
gli aspetti legati ai giudizi e agli atteggiamenti
dell'intervistato non solo verso le lingue e i dialetti
diffusi nella regione, ma anche verso realtà più
o meno vicine e più o meno affini. Se ne ricava,
così, l'immagine che della lingua si fanno i residenti,
che può colorarsi di significati ideologici, lo
studio dei quali è indispensabile per la comprensione
della situazione sociolinguistica. Il questionario
(nelle sue 4 varianti) è stato distribuito in ogni
comune e nelle 6 zone in cui è stata divisa Aosta
da incaricati locali, in genere studenti o, comunque,
giovani con una buona conoscenza delle lingue usate
sul territorio, opportunamente formati alle tecniche
di presentazione dello stesso con un breve corso;
dopo essere stato lasciato alcuni giorni a casa
dell'informatore, in modo da assicurargli il tempo
necessario per completarlo, è stato ritirato per
essere inserito in un data-base relazionale appositamente
preparato.